FONDAZIONE BEATO FEDERICO OZANAM SAN VINCENZO DE PAOLI ONLUS Eretta in Ente Morale con D. M. del 27/1/ 2000
Nacque a Milano, il 23 aprile 1813, da famiglia francese, che vi risiedeva durante l'impero napoleonico e che ritornò a Lione, di dove era originaria, nel 1815. Compì gli studi ordinari nel Collegio Reale di Lione non senza qualche momento di crisi spirituale. Nel 1831 si trasferì a Parigi, dove all'Università della Sorbona seguì i corsi prima di diritto e poi di lettere. Frequentò subito gli ambienti cattolici e letterari della capitale e conobbe importanti personaggi dell'epoca, fra cui Chateaubriand, Lacordaire, Montalembert, Saint-Beuve, Lamartine, Lamennais e altri. Il 23 aprile 1833 fu nel piccolo gruppo di studenti della Sorbona che si riuniva per dare inizio alla prima "Conferenza di carità". Lo scopo era di garantire la loro amicizia sotto il segno della fede e della carità e, attraverso la visita ai poveri a domicilio, di testimoniare in modo personale ed autentico il proprio cristianesimo contro coloro che affermavano che la Chiesa cattolica era ormai superata e non aveva più nulla da dire agli uomini moderni. Fu questa l'iniziativa che diede origine alla Società di San Vincenzo De Paoli e che ebbe uno sviluppo rapidissimo. Ozanam doveva diventarne il principale animatore e guidarne questi primi sviluppi. Intanto, su vari giornali e riviste, egli pubblicò scritti su temi religiosi e sociali e si impegnò per la migliore riuscita della grande predicazione quaresimale a Notre Dame  dell'abate Jean-Baptiste Henri Lacordaire, che infatti ebbe un vivissimo successo. Terminati gli studi, rientrò a Lione per esercitare l'attività di avvocato ed anche, per un breve periodo, l'insegnamento alla cattedra di Diritto commerciale di quella Università. Nel 1840 ottenne la nomina a professore di Letterature straniere alla Sorbona di Parigi. L'anno successivo sposò Amelia Soulacroix, dalla quale nacque la figlia Maria. Il suo progetto di studi gli era apparso subito chiaro: impegnarsi nella dimostrazione della verità del Cristianesimo attraverso l'analisi della storia dell'alto Medioevo, quando la Chiesa aveva raccolto l'eredità migliore dell'antichità classica e l'aveva fatta incontrare con i popoli germanici, introducendovi nuovi pensieri, arti e costumi. Il punto conclusivo di questa età storica era rappresentato per Ozanam dal pensiero e dall'opera poetica di Dante Alighieri. Egli pubblicò i suoi studi in numerosi volumi frutto del suo insegnamento universitario, che vanno dalla Civiltà cristiana nel V° secolo ai Poeti francescani in Italia nel XIII secolo e aDante e la filosofia cattolica nel XIII secolo. La sua attività nel campo sociale e politico non venne mai meno e nel 1848 partecipò insieme a Lacordaire ed Henri Maret alla fondazione del famoso giornale L'Ere Nouvelle, che, se ebbe vita breve, fu tuttavia l'espressione più significativa del così detto "cattolicesimo democratico francese". Con la precisa intuizione che ai problemi politici dell'epoca si sarebbero presto sovrapposti quelli sociali, Ozanam con molta chiarezza espresse il suo pensiero in difesa degli operai e del proletariato urbano, criticando sia la soluzione del liberalismo economico fondato sulla concorrenza illimitata, sia la soluzione saintsimoniana e socialista che prometteva la soppressione delle sofferenze con il rischio della soppressione della libertà. Sosteneva invece un tipo di società fondata sulla proprietà privata come risposta ad un bisogno essenziale dell'uomo, un'organizzazione del lavoro che garantisse un salario sufficiente agli operai e alle loro famiglie, una adeguata istruzione ed assistenza pubblica, forme di patronato fra i lavoratori, il rispetto del riposo domenicale, ecc. Sono queste alcune delle idee che lo caratterizzano come uno degli iniziatori del pensiero sociale della Chiesa ed in particolare anticipatore della enciclica"Rerum Novarum", che Leone XIII pubblicherà nel 1891. Nello stesso 1848, dopo l'abdicazione del re, Luigi Filippo D'Orléans, durante i tumulti a Parigi che videro l'uccisione dell'Arcivescovo della città, MonsignorDenis-Auguste Affre  (1793- 1848), che aveva cercato di interporsi fra le barricate, Ozanam fece parte della Guardia Nazionale, che doveva garantire la legalità del governo provvisorio. Nel medesimo anno accettò a Lione la candidatura politica per la Costituente Nazionale, facendo professione elettorale di democratico e di repubblicano. Ma non fu eletto. Continuò invece a partecipare alle attività della Società di San Vincenzo De Paoli, visitandone spesso le Conferenze, sia in Francia sia all'estero. Egli considerava la San Vincenzo come fondamentale palestra per i giovani, in preparazione alla loro vita sociale. "Avvicinarsi alla miseria, toccarla con le mani, discernerne le cause conoscendone gli effetti dal vivo, in una famigliarità affettuosa con quelli che ne sono oppressi" tale doveva essere, secondo Ozanam, l'iniziazione ai problemi sociali. Conobbe molto bene l'Italia alla quale fu sempre molto affezionato e dove compì vari viaggi in periodi diversi, sia per motivi di studio, sia a carattere personale e religioso. Fu grande ammiratore della persona di papa Pio IX, che lo ricevette in udienza due volte e che egli vedeva come il grande pontefice che avrebbe riconciliato la Chiesa con la società moderna. Assieme a questa vita così fortemente e cristianamente impegnata, egli ebbe una vita intima e famigliare di grande sensibilità e delicatezza, non priva di momenti di grande dolore; fu legato anche da sentimenti di amicizia con molte persone del suo ambiente e del suo lavoro, amicizie che non conobbero incertezze o interruzioni, ma furono vera condivisione di fede e di opere. La sua vita fu breve; morì a soli 40 anni, a Marsiglia, l'8 settembre 1853 ritornando dall'Italia, dove aveva invano cercato sollievo ai suoi mali. Le sue condizioni di salute negli ultimi anni di vita furono, infatti, molto precarie, ma egli si sacrificò, impegnandosi fino all'estremo soprattutto nell'insegnamento universitario. L'accettazione della malattia sublimò la sua vita, quale consapevole offerta a Dio della rinuncia a tutto quanto avrebbe ancora potuto fare ed aumentò in una significativa sintesi il suo interessamento per la Società di San Vincenzo, che non venne mai meno, anzi in qualche modo si accrebbe con gli anni particolarmente in Italia durante il suo ultimo soggiorno. La Disquisitio de vita et actuositate Servi Dei Francisci Ozanam a cura della Congregazione per le cause dei Santi, pubblicata a Roma nel 1980, il Decreto di riconoscimento del grado eroico delle virtù teologali e cardinali del 1993 ed il successivo riconoscimento del miracolo attribuito all'intercessione delServo di Dio, hanno portato alla sua beatificazione a Parigi, il 22 agosto 1997, da parte del Papa Giovanni Paolo II, in occasione della XII Giornata Mondiale della Gioventù. Ricerche e studi più recenti sulla figura e la santità di Ozanam ne hanno certamente accresciuto la conoscenza soprattutto nel contesto del suo tempo, ma resta ugualmente da approfondire il suo forte carisma di profeta dei tempi nuovi e la sua attualità, che lo rendono, come ha affermato Giovanni Paolo II, « un modello ancora attuale dei giovani cristiani laici. » È sepolto nella cripta della Chiesa di Saint-Joseph-des-Carmes, rue de Vaugirard, (Montparnasse) a Parigi.
BEATO FEDERICO OZANAM
FEDERICO OZANAM: L’IMPEGNO  SOCIALE E POLITICO   Ozanam vive nella prima metà dell'800 (1813 - 1853) 1 . La sua breve vita si sviluppa in un periodo storico quanto mai complesso e difficile sotto tutti i profili: politici, economici, sociali, letterari, artistici, religiosi, ecc. Con il crollo di Napoleone, erano entrati in crisi i valori e principi che si erano affermati attraverso la Rivoluzione francese e  il successivo impero, dando luogo al periodo della Restaurazione. Venivano anche affermandosi quei nuovi modelli culturali e sociali che sono compresi sotto il nome di Romanticismo e si era avviata anche quella enorme trasformazione economica che fu costituita dalla crescente industrializzazione dei sistemi di produzione. La stessa Chiesa cattolica doveva confrontarsi con le nuove realtà sociali, politiche e culturali emergenti, anche tra le molte correnti a lei interne, spesso in profondo contrasto tra loro. I problemi sociali divenivano sempre più gravi, come ben vide Ozanam e difficile banco di prova per i cattolici. La prima Rivoluzione industriale infatti, iniziata in Inghilterra più o meno nel periodo in cui in Francia scoppia la rivoluzione politica, non aveva avuto precedenti simili nella storia dell'umanità. La popolazione attiva dalla vita contadina e di campagna diveniva proletariato nelle grandi città e veniva a vivere nei grossi agglomerati urbani. A Lione il giovane Ozanam aveva avuto occasione di osservare direttamente i drammatici effetti prodotti dal nuovo sistema di produzione industriale sulle condizioni di vita e di lavoro delle popolazioni. Qui - più e prima ancora che a Parigi, a Rouen, a Lille e negli altri centri del Nord della Francia – la crisi del settore agricolo e le crescenti difficoltà delle tradizionali imprese artigiane avevano reso possibile il costituirsi, già nel corso degli anni Venti, di un vasto proletariato urbano. Esso era composto in massima parte dagli artigiani e dai piccoli datori di lavoro caduti in rovina e dalle fasce più deboli e marginali del mondo contadino, attratte in città dal miraggio di un’occupazione stabile e di condizioni migliori di vita. Ozanam va a Londra nel 1851 e esprime tutta la sua ammirazione per i grandi sviluppi della scienza e della tecnica, ma parimenti tutta la sua angoscia per i poveri abitanti della grande periferia della città. E' in questo contesto, di cui  è totalmente consapevole, che Ozanam può affermare e sostenere con chiarezza alcuni fondamentali diritti della persona, che lo rendono anticipatore e profeta: il diritto alla proprietà privata, il diritto degli operai ad un salario sufficiente per sé e per le loro famiglie, i patronati per i lavoratori, il rispetto del riposo domenicale, l'istruzione e l'assistenza pubblica per i poveri, le forme di tassazione progressiva, ecc. L'ATTIVITÀ SOCIALE L’immagine che ricorre costantemente, già nelle lettere giovanili di Ozanam ad amici e familiari, è quella di un imminente, drammatico conflitto fra le classi sociali, un conflitto alimentato da un “odio inconciliabile”, di fronte al quale la coscienza cristiana non può rimanere indifferente. L’esigenza di interporsi, come cristiani, tra i due schieramenti, e di operare per la riconciliazione tra le classi e per il superamento degli egoismi e delle gravi ingiustizie che caratterizzano la vita sociale, diventa in lui una costante preoccupazione.  La sua attività si espresse con continuità anche attraverso la collaborazione a vari giornali e riviste cattoliche. In particolare nel 1848 egli partecipò insieme all'Abate Lacordaire e ad Henry Maret, alla fondazione del famoso giornale "L'Ère Nouvelle", che, se ebbe breve durata, fu tuttavia l'espressione più significativa del Cattolicesimo democratico francese. Vi si sostenevano tesi come quelle sopra accennate, che sono concordemente ritenute precorritrici del pensiero sociale cattolico e della Enciclica "Rerum novarum" del 1891.  L'IMPEGNO POLITICO    Il medesimo impegno e la medesima convinzione egli portò nella sua breve, ma intensa, esperienza politica.  Nel 1848 dopo la caduta della monarchia, accettò, infatti, dietro le insistenze degli amici e degli estimatori, la candidatura a Lione per l'Assemblea costituente, facendo professione di fede democratica e repubblicana.  Tuttavia non fu eletto.  È di questo periodo l'espressione di Ozanam "Passiamo ai barbari!", cioè le nuove forze ed idee protagoniste delle grandi rivoluzioni, che allora apparivano del tutto estranee al Cristianesimo, erano in realtà portatrici di nuove esigenze di libertà e di giustizia. Occorreva un nuovo avvento del Vangelo e occorreva farsi carico del dramma delle classi operaie e diseredate 2 .    Su queste linee l'attualità di Ozanam è evidente per le sue intuizioni di fronte ai grandi problemi del suo tempo, per il ruolo che egli affida alle stesse Conferenze di San Vincenzo, che va sempre rinnovato in rapporto al mutare dei bisogni e per la convinta testimonianza della fede che guida la storia dell'uomo verso il compimento della Città celeste. Ma se le Conferenze dovevano rappresentare, e rappresentano, il segno più vivo della sua santità attraverso una storia che arriva fino ad oggi, Ozanam è stato ancora di più, una forte personalità di cristiano impegnato ad "instaurare il Vangelo nel mondo temporale", in tutti i campi che furono di sua competenza. E questo costituisce lo specifico della sua spiritualità di laico, ed il segno appunto della sua fortissima attualità.   1) Per una breve biografia di Federico Ozanam si veda il n. 2 (dicembre 2003) di NOTIZIE DALLA FONDAZIONE: Il centocinquantesimo della morte di A. F. Ozanam (1853) di Cesare Guasco.  2) Alcune sintesi del pensiero sociale e politico di F. Ozanam si trovano in:  Marco Bersani: Il pensiero sociale di Federico Ozanam  in CESARE GUASCO (a cura di): Federico Ozanam. Un laico tra carità e cultura, Ed. Vincenziane, Roma 1997, pag.113 Roberto Sani: Ozanam e il problema della povertà nell’Ottocento, in CLAUDIA FRANCESCHINI (a cura di): Federico Ozanam e il suo tempo, Soc. Ed. Il Mulino, Bologna 1999, pag. 137.
GLI SCRITTI DI FEDERICO OZANAM Gli scritti di Federico Ozanam sono  raccolti  in: Oeuvres complètes de A.F. Ozanam, Paris, Lecoffre et Cie, 1855­1865, 11 voll.  Dal 1872 esistono edizioni  successive  presso gli stessi editori.  In dettaglio:  Vol. I e II: La Civilisation au cinquième siècle.  Vol. III e IV: Etudes germaniques. Vol. V: Les poètes franciscains en Italie au treizième siècle,   seguito da: Les sources poétiques de la Divine Comédie. Vol. VI: Dante et la philosophie catholique au treizième siècle.  Vol. VII e VIII: Mélanges. Si  tratta di studi di varia  natura, tra cui:  Un pèlerinage au pays du Cid;  vari articoli apparsi  su «L'Ère Nouvelle» ; "Réflexions sur la doctrine di  Saint Simon"; "Discours sur la puissance du travail"; "Discours aux Conférences de Saint Vincent de Paul"; "Du Protestantisme dans ses rapports avec la liberté"; "Des biens de l'Église", ed altri ancora. Vol. IX: Le Purgatoire de   Dante,  traduction et commentaire.  Vol. X ed XI:  Lettres  (per  l'edizione completa delle Lettere  si  veda in  seguito). Fuori delle Oeuvres  complètes,  sono da  citare: Documents inédits pour servir a l'histoire littéraire de l'Italie, depuis le huitième siècle jusqu'au treizième, Paris, Lecoffre, 1850. Le livre des malades. Lectures tirées de l'Écriture sainte,  Paris, Lecoffre, 1858. Una edizione completa delle "Lettere" è stata pubblicata recentemente in edizione francese:  Lettres  de  Frédéric Ozanam  (Edition critique sous  la  direction de  Didier  Ozanam) voll. 5, Paris,  Ed. div. Si tratta di oltre 1450 lettere indirizzate a familiari, amici e molti personaggi francesi e stranieri, che rappresentano una fonte notevolissima per la conoscenza non solo della vita di Ozanam, ma anche di molte vicende del suo tempo. Ogni volume è preceduto da un ampio  "Avant-propos". In edizione italiana esistono:                    La civiltà del V secolo, Battezzati, Milano, 1857 (o an­che presso: Tip. Salesiana, Torino, 1891) oppure sotto altro titolo: La civiltà cristiana nel suo primo formarsi (il V  sec.) SEI, Torino, 1933. Le scuole e l'istruzione in Italia nel Medioevo,  Sansoni, Firenze, 1895; (estratto dal II  vol.  delle  Oeuvres complètes). Dante e la filosofia cattolica nel XIII secolo,  Tip.  Manfredi, (s. località), 1841, (oppure presso:  Soc.  tipogr. dei classici italiani, Milano, 1841) o sotto altro titolo: La filosofia di Dante, Ed. Il Solco, Città di Castello, 1923. I   poeti francescani in Italia nel sec.  XIII, Tip.  Alberghetti, Prato, 1854.  Un'ampia scelta delle "Lettere" è in: Federico Ozanam: Lettere, a cura di mons. Nicola Pavoni, Città del Vaticano, Tipografia Vaticana, 1994, 2a e in: Federico Ozanam: La mia vita, a cura di Mons. Nicola Pavoni, Città del Vaticano, Libreria ed. Vaticana, 1999.  Ozanam in Italia  (dalle lettere) a cura di Cesare Guasco, ed AVE, Roma, 2000. Una buona antologia del pensiero di Ozanam si trova in: Il Pensiero di Ozanam (pensieri sulla vita cristiana rac­colti da S.E.  Mons.  Villepelet, Vescovo di  Nantes),  versione italiana di Augusto Baroni, Casale M., Marietti, 1950.